Bias cognitivi: il viaggio continua
(eh si, c’è davvero molto da scoprire)
Eccoci di nuovo qui, a parlare di bias. Lo so, potresti credere che non pensiamo ad altro. Ma aspetta un attimo prima di chiudere questa pagina. Non siamo ossessionati, è che scoprire quali sono le scelte sbagliate che il tuo cervello ti porta a fare è un po’ come scoprire che il tuo migliore amico ti ha mentito per anni: all’inizio fa male, molto male, ma poi capisci che è meglio saperlo.
Imparare a riconoscere le dinamiche di ragionamento che stanno alla base di tutti gli sbagli che compie il tuo cervello è una legittima difesa finanziaria!
1 Overconfidence Bias: quando ti senti Superman ma in realtà sei Clark Kent senza mantello e superpoteri
“Io so esattamente cosa sto facendo!” Quante volte hai pensato questa frase prima di pentirtene amaramente? L’overconfidence bias è quell’errore cognitivo causato dall’eccessiva sicurezza di te stesso. È come quando decidi di montare quel mobile Ikea senza istruzioni perché “ma sì, è facile!” e dopo tre ore sei ancora lì con il cacciavite in mano e la famosa vite che “avanza sempre”.
Nel mondo degli investimenti, chi è troppo sicuro di sé rischia di abbassare le difese e trovarsi in situazioni che mai avrebbe pensato di dover affrontare. Tipo comprare azioni di un’azienda “perché ho capito tutto del settore” dopo aver letto due articoli su internet, e poi scoprire che forse, dico forse, c’erano un paio di dettagli che ti erano sfuggiti.
La verità scomoda? Gli investitori più sicuri di sé sono spesso quelli che fanno più trading (e più commissioni pagano) convinti di battere il mercato. Spoiler: il mercato vince quasi sempre.
2 Self-Serving Bias: il campione mondiale delle scuse
Tipica situazione: il tuo investimento sale e sale e ti senti un genio della finanza? “Ho studiato bene il mercato, ho fatto le mie analisi, sono stato lungimirante!” E quando crolla? “Ma chi poteva prevedere? È colpa della politica internazionale / del meteo / dell’allineamento dei pianeti!”
Ecco questo è il Self-Serving Bias, o bias di Autoattribuzione, quell’errore cognitivo che ti porta a prenderti tutti i meriti quando le cose vanno bene, ma a scaricare le responsabilità su fattori esterni quando vanno male. È come avere un contatore dei successi sempre attivo per te, e uno dei fallimenti sempre puntato verso gli altri.
Purtroppo questo meccanismo funziona in automatico: il tuo cervello lo fa senza che tu te ne accorga. È una protezione dell’ego, una specie di airbag psicologico che si gonfia al momento dell’impatto per attutire il colpo all’autostima.
Nella realtà degli investimenti questo si traduce nel non imparare mai dai propri errori perché, semplicemente, non li riconosci come tuoi.
3 Dunning-Kruger Effect: meno sai, più ti senti esperto
Ti è mai capitato di ascoltare qualcuno parlare con estrema sicurezza di un argomento quando era lampante che non ne sapesse granché? O magari è capitato anche a te, di sentirti esperto dopo aver letto mezza pagina di Wikipedia?
Benvenuto nell’effetto Dunning-Kruger, uno dei bias più tragicomici che esistano. Prende il nome dai due psicologi David Dunning e Justin Kruger che nel 1999 hanno studiato questo fenomeno: persone con scarse competenze in un ambito tendono a sopravvalutarsi. Il motivo? Per capire quanto sei ignorante su un tema, devi saperne almeno un minimo. È un paradosso perfetto: se non sai abbastanza, non sai nemmeno di non sapere.
I due ricercatori hanno testato gruppi di persone su umorismo, logica e grammatica, e quelli meno competenti erano convintissimi di essere dei fenomeni, faticavano a riconoscere le capacità altrui e non avevano la minima idea di quanto fossero imprecisi nelle loro autovalutazioni. Come avrebbe detto Socrate secoli fa: più sai qualcosa, più “sai di non sapere”.
Nel mondo degli investimenti questo effetto è pericolosissimo: è quello che dopo tre video su YouTube si sente pronto per il day trading sui derivati. O quello che dopo un libro su Warren Buffett pensa di poter replicare le sue strategie. La fase più rischiosa? Proprio l’inizio, quando pensi “ho capito tutto!” ma in realtà non sai nemmeno cosa non sai. Un po’ come pensare di poter guidare la slitta di Babbo Natale dopo aver giocato a un videogioco di guida.
Tempo di vacanze e pianificazione!
E con questo si chiude un’altra tappa del nostro viaggio nella giungla dei bias cognitivi.
Considera questo articolo come un nuovo episodio di una serie in cui hai appena conosciuto altri tre personaggi che cospirano — in silenzio — contro il tuo portafoglio.
Per ora però… godiamoci le feste.
Mentre leggi, magari con una cioccolata calda o un bicchiere di bollicine, là fuori c’è un’atmosfera magica. Le luci brillano, i mercati rallentano e i bias… beh, quelli non vanno in vacanza.
Ma tu sì, e ora li sai riconoscere.
Rilassati, fatti un regalo di consapevolezza, e ci rivediamo nel 2026 per scoprire altri tranelli che la tua mente ti tende quando si tratta di soldi.
E se, tra una fetta di pandoro e un brindisi, ti viene voglia di capire come questi bias hanno influenzato le tue scelte quest’anno — o vuoi pianificare davvero bene il prossimo — sai dove trovarmi.
Buone feste e… occhio ai bias sotto l’albero!



